MANDOLINO

Il mandolino è uno strumento musicale cordofono di origine Italiana e diffuso in tutto il mondo.

Esistono diversi tipi di mandolino denominati nell’Ottocento e Novecento dal luogo d’origine dei relativi prototipi.

L’origine del mandolino risale alla prima metà del XVII secolo. Nella metà del Settecento risale invece l’inizio della produzione di mandolini napoletani costruiti dai Vinaccia, famiglia di celebri liutai napoletani. Questi mandolini sono quasi tutti intarsiati e hanno filettature d’avorio e madreperla lungo il manico. I Vinaccia furono i primi ad utilizzare corde di acciaio in sostituzione di quelle in ottone.

Il mandolino viene utilizzato sia nell’ambito popolare, sia in quello colto. Lo stesso Antonio Vivaldi compose un concerto per mandolino (Concerto in Do maggiore Op.3 n.6) e due concerti per due mandolini ed orchestra. Mozart lo inserì nel suo Don Giovanni e Beethoven gli dedicò quattro sonatine.

Tra i più importanti mandolinisti del Novecento si ricordano Raffaele Calace (compositore, esecutore e liutaio), Michele Salvatore Ciociano (1874-1944), compositore e virtuoso di mandolino, autore di brani di grande impegno tecnico per questo strumento (alcune sue composizioni per mandolino sono ancora oggi considerate un banco di prova per i concertisti), e Giuseppe Anedda, virtuoso concertista e docente della prima cattedra di conservatorio italiana di mandolino (Padova, 1975). Oggigiorno i rappresentanti italiani di spicco nella musica classica e classico-contemporanea sono: Mauro Squillante, Ugo Orlandi, Carlo Aonzo, Dorina Frati, Duilio Galfetti.

Le parti fondamentali dello strumento sono: cassa armonica e manico.

Il manico, lungo circa 40 centimetri, si raccorda alla cassa più o meno in profondità a seconda dei modelli. Il suo profilo posteriore può essere più o meno arrotondato a seconda dei modelli. In quasi tutti i mandolini moderni il manico è munito al suo interno di tendimanico, un tirante metallico regolabile con un dado a brugola il quale, oltre ad irrobustire il manico, permette di controllarne la curvatura in senso longitudinale per compensarne la tendenza ad imbarcarsi sotto la tensione delle corde.

Sulla parte superiore è riportata la tastiera sovente adornata con intarsi segnaposizione in genere replicati a lato del manico. All’inizio della tastiera c’è il capotasto, una sbarretta d’osso precisamente sagomata e scanalata, che determina spaziatura ed altezza sulla tastiera delle quattro coppie di corde.

I tasti anticamente erano d’ottone crudo sagomato a mano; oggi il metallo che costituisce i tasti è alpacca al 18% di nickel. Più di recente alcuni costruttori hanno adottato per i propri strumenti tasti d’acciaio inox. Il numero di tasti varia dai 17 dei modelli economici da studio ai 29 dei mandolini da concerto a tastiera prolungata.